Ho la fortuna di abitare sopra a una gelateria, anzi, 3 piani sopra a una delle migliori gelaterie di Padova. Come al solito non farò nomi, per non farle ulteriore pubblicità, che, a quanto vedo, non ne ha bisogno.
E' una storia curiosa da raccontare. Prima di quella gelateria, 14 anni fà, c'era una gelateria. Mi spiego meglio. Quando nel 1998 mi trasferii e venni ad abitare nella casa dove vivo oggi, in quei locali in cui oggi risiede la migliore gelateria patavina risiedeva una gelateria che, contrariamente a questa, era a dir poco pessima. Una classica gelateria con 10 gusti al massimo che apriva solo di sera.
Poi dopo 2 anni, ovviamente, chiuse, e dopo un po' arrivò una banca che resistette per ben 10 anni, per poi abdicare in favore di un parrucchiere per donna, con arredamento alla moda e angolo manicure. La particolarità è che faceva i prezzi più bassi che si siano mai visti. Infatti dopo pochi mesi chiuse e si dice che il titolare, pieno di debiti, sia scappato chissà dove.
Bene, quindi dovemmo aspettare quasi un anno prima di rivedere un po' di movimento in quei locali sfortunati. Ma Padova, dal 1998, era cambiata parecchio. Mi riferisco alla imposizione della ZTL (zona a traffico limitato) che come una scure ha costretto centinaia di negozi a chiudere perchè, come è noto, parcheggiare a Padova è come cercare un biglietto per la finale di Champions League. Quindi raggiungere il centro, in auto, è possibile solo tramite pochi varchi e uno di questi è la via in cui abito. Geniale fu, quindi, il mix tra accessibilità e qualità. Questo è ciò che caratterizza la migliore gelateria di Padova sotto casa, la qualità intesa come varietà di gusti, bontà degli stessi siano essi classici come l'amato pistacchio o stravaganti come il bacio di dama con inserti croccanti.
Non starò ad elencarvi tutti i gusti da me provati che corrispondono all'intera loro offerta, ma mi soffermerò su un'altro e ultimo aspetto che, secondo me, ha fatto il successo di questa attività, ovvero, la gentilezza del personale tutto l'anno e non solo in estate. Non so voi ma mangiare una coppa di gelato in gennaio mi piace tantissimo e non vedo perchè un piacere così semplice come una pallina di pistacchio mi debba essere precluso solo perchè fuori ci sono -2° C.
Il gelato tutto l'anno, abbinato anche a un servizio creaps ricco e caldo e a una produzione di torte semifredde può far sopravvivere una gelateria anche nell'inverno più rigido. Questi e molti altri fattori contribuiscono al successo di un'attività come questa che, a quanto so, è molto remunerativa. Basti pensare al food cost di una coppetta di gelato con 2 gusti che grossomodo si aggira attorno ai 20 cent, aggiungiamo 10 centesimi per la coppetta di carta e il cucchiaino e arriviamo a 30 cent. Una coppetta 2 gusti costa al pubblico € 2,50. Fatevi due conti, io li ho già fatti, e sono arrivato a una sola conclusione...prossimamente mi iscrivo a un corso per gelatai.
venerdì 20 luglio 2012
martedì 19 giugno 2012
Tante cose da dire ma così poco tempo per scriverle
Lo so, lo so, è da parecchio che non scrivo un nuovo post nel blog. Lo so che non riuscite a fare a meno di leggere e rileggere i vecchi post nella speranza di scoprirne uno da un momento all'altro. Ovviamente ci sto ridendo sopra, anche perché sono sicuro che per la vostra mente è passato un pensiero pericoloso, ovvero, vi sarete chiesti sicuramente quale potesse essere stata la causa di una così lunga e ingiustificata assenza. Avrà perso la motivazione di scrivere? Si sarà trasferito in una località sperduta nei monti dolomitici in cui non può avere accesso alla rete? O gli è successo qualcosa di grave alle dita delle mani tanto da non poter battere a pc? Tranquilli, niente di tutto questo. Sfortunatamente per voi, io invece dico FORTUNATAMENTE, la causa principale della mia assenza è il Lavoro, troppo Lavoro. Esso mi ha impedito di concentrarmi e di pensare concretamente e seriamente al mondo dell'alta cucina. Esso mi ha impedito di "deliziare" la vostra lettura con un'altra mia riflessione riflessiva sul mondo dei fornelli. Esso mi ha costretto a mettermi a dieta (che brutta parola) e quindi a impedirmi di concepire pranzi e cene frutto di ricette di stagione ed esperimenti profumati.
Ma ora eccomi qua. Ho qualcosa da dirvi. Ho una riflessione importante da presentarvi e una domanda da sottoporvi.
La domanda è la seguente: Meglio prendere 3 stelle Michelin o restare con 2 stelle?
Voi direte che sono impazzito a porre una domanda semplice e stupida come questa. E' ovvio che 3 sono meglio di 2 perchè 3 stelle Michelin danno fama, soldi e il rispetto dei colleghi, nonchè un posto nella storia della guida più famosa al mondo. Qualunque Chef al mondo ambisce a prenderne 3 e, qualcuno venderebbe la propria madre per questo.
Secondo me invece, contrariamente a quanto si può pensare (ed è per questo che ho posto questa domanda provocatoria) 2 sono meglio di 3. Questa affermazione è il risultato di recenti riflessioni avute con un importante Chef italiano dopo una meravigliosa cena che difficilmente dimenticherò.
La riflessione parte dal basso, dalla semplicità dei rapporti umani, dall'analisi di che cosa sia giusto o non giusto essere e che cosa sia necessario o non necessario avere. Senza pontificare lezioni di vita, questo famoso Chef, di cui non dirò il nome, mi ha serenamente detto che "piuttosto di prendere 3 stelle chiudo il locale e mi metto a fare altro". Stranamente nell'attimo immediatamente successivo a questa sua solenne affermazione ho provato un senso profondo di ammirazione e rispetto, non per la frase in se, che come si sarà capito condivido, ma per la tranquillità con cui questa frase è stata detta. Il modo in cui è stata detta, infatti, trasudava un profondo ragionamento storico, delle importanti riflessioni, e manifestava prepotentemente una consapevolezza e una sicurezza devastante nei propri mezzi.
Poi siamo andati a fondo nei ragionamenti, perchè volevo capire, anche se li intuivo già, i perchè di questa decisione. La chiacchierata è durata tanto ed è stata per me molto illuminante come lo sono tutte quelle che ho fatto con persone di alto livello culturale, lavorativo e sentimentale.
Ora non voglio esporvi le motivazioni e le riflessioni uscite dalla nostra chiacchierata, perché sarebbero incomprensibili ai più. Ma voglio concludere questo post semplicemente con un invito, un'invito alla visione di un film recentemente uscito nelle sale di cui trovate già il dvd, che si intitola MONEYBALL - L'ARTE DI VINCERE, in esso potrete trovare molte affinità con il mondo dell'alta cucina, come con qualsiasi settore caratterizzato da una altissima competizione. Lascio quindi la conclusione a questo film che, personalemente, è molto piaciuto e che vi consiglio, soprattutto per il finale.
Ma ora eccomi qua. Ho qualcosa da dirvi. Ho una riflessione importante da presentarvi e una domanda da sottoporvi.
La domanda è la seguente: Meglio prendere 3 stelle Michelin o restare con 2 stelle?
Voi direte che sono impazzito a porre una domanda semplice e stupida come questa. E' ovvio che 3 sono meglio di 2 perchè 3 stelle Michelin danno fama, soldi e il rispetto dei colleghi, nonchè un posto nella storia della guida più famosa al mondo. Qualunque Chef al mondo ambisce a prenderne 3 e, qualcuno venderebbe la propria madre per questo.
Secondo me invece, contrariamente a quanto si può pensare (ed è per questo che ho posto questa domanda provocatoria) 2 sono meglio di 3. Questa affermazione è il risultato di recenti riflessioni avute con un importante Chef italiano dopo una meravigliosa cena che difficilmente dimenticherò.
La riflessione parte dal basso, dalla semplicità dei rapporti umani, dall'analisi di che cosa sia giusto o non giusto essere e che cosa sia necessario o non necessario avere. Senza pontificare lezioni di vita, questo famoso Chef, di cui non dirò il nome, mi ha serenamente detto che "piuttosto di prendere 3 stelle chiudo il locale e mi metto a fare altro". Stranamente nell'attimo immediatamente successivo a questa sua solenne affermazione ho provato un senso profondo di ammirazione e rispetto, non per la frase in se, che come si sarà capito condivido, ma per la tranquillità con cui questa frase è stata detta. Il modo in cui è stata detta, infatti, trasudava un profondo ragionamento storico, delle importanti riflessioni, e manifestava prepotentemente una consapevolezza e una sicurezza devastante nei propri mezzi.
Poi siamo andati a fondo nei ragionamenti, perchè volevo capire, anche se li intuivo già, i perchè di questa decisione. La chiacchierata è durata tanto ed è stata per me molto illuminante come lo sono tutte quelle che ho fatto con persone di alto livello culturale, lavorativo e sentimentale.
Ora non voglio esporvi le motivazioni e le riflessioni uscite dalla nostra chiacchierata, perché sarebbero incomprensibili ai più. Ma voglio concludere questo post semplicemente con un invito, un'invito alla visione di un film recentemente uscito nelle sale di cui trovate già il dvd, che si intitola MONEYBALL - L'ARTE DI VINCERE, in esso potrete trovare molte affinità con il mondo dell'alta cucina, come con qualsiasi settore caratterizzato da una altissima competizione. Lascio quindi la conclusione a questo film che, personalemente, è molto piaciuto e che vi consiglio, soprattutto per il finale.
martedì 27 dicembre 2011
Taglioni al salmone affumicato, piatto della Vigilia
La Vigilia di Natale in casa Campesato ha portato grandi soprese che vanno ben oltre i soliti regali Natalizi.
Una di queste sorprese è stato il mio piatto meglio riuscito, i taglioni al salmone affumicato.
Infatti, per la gioia di grandi e piccini quest'anno mi sono cimentato ai fornelli sfoggiando una mise da grande chef, rubando, per una sera, il palco alla impareggibile cuoca di famiglia che, per questa Vigilia, si è calata nei panni della perfetta ospite.
Ma bando alle ciance!!E' ora di parlare di cose serie...vi starete chiedeno come sono stati preparati questi tagliolini, quali segreti da alta cucina avrà sfruttato per l'occasione...beh eccovi la ricetta per 8 persone.
Un consiglio: prima di iniziare con la ricetta togliete la panna liquida dal frigo cosicché quando la dovete usare sia a temperatura ambiente.
Una di queste sorprese è stato il mio piatto meglio riuscito, i taglioni al salmone affumicato.
Infatti, per la gioia di grandi e piccini quest'anno mi sono cimentato ai fornelli sfoggiando una mise da grande chef, rubando, per una sera, il palco alla impareggibile cuoca di famiglia che, per questa Vigilia, si è calata nei panni della perfetta ospite.
Ma bando alle ciance!!E' ora di parlare di cose serie...vi starete chiedeno come sono stati preparati questi tagliolini, quali segreti da alta cucina avrà sfruttato per l'occasione...beh eccovi la ricetta per 8 persone.
Ingredienti
500 g di tagliolini
400 ml di panna liquida
500 g di salmone affumicato
70 gr burro
1 scalogno
Erba cipollina q.b.
sale e pepe q.b.
400 ml di panna liquida
500 g di salmone affumicato
70 gr burro
1 scalogno
Erba cipollina q.b.
sale e pepe q.b.
Preparazione
Lavate bene e tagliate a pezzettini piccoli l'erba cipollina, vi servirà successivamente.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e aspettate che raggiunga il bollore.
Nel frattempo preparate il condimento. Eliminate dalla fetta di salmone le parti scure e, con un coltello ben affilato, tagliatelo a pezzettini.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e aspettate che raggiunga il bollore.
Nel frattempo preparate il condimento. Eliminate dalla fetta di salmone le parti scure e, con un coltello ben affilato, tagliatelo a pezzettini.
Fate soffriggere in una padella lo scalogno tritato insieme al burro, quando sarà appena imbiondito unite i pezzettini di salmone affumicato e scottatelo appena il tempo necessario perché prenda colore.
Spegnete il fuoco, unite 2-3 grattugiate di pepe nero e tenete la padella in caldo vicino alla pentola dell'acqua.
Buttate i tagliolini, fateli cuocere e poi scolateli al dente avendo cura di tenere da parte un mestolo di acqua di cottura.
Buttate i tagliolini, fateli cuocere e poi scolateli al dente avendo cura di tenere da parte un mestolo di acqua di cottura.
Rimettete i tagliolini nella pentola di cottura della pasta aggiungendovi il contenuto della padella con il salmone saltato, il mestolo di acqua di cottura, la panna liquida e fate saltare il tutto a fuoco vivace per un paio di minuti.
In questo modo la pasta continua la sua cottura e la panna diventa una bellissima crema amalgamandosi con il salmone.
Impiattamento
Aiutandovi con una forchetta grande o con una pinza da cucina e il mestolo disponete i tagliolini al salmone arrotolati sul piatto e cospargeteli con pezzettini di salmone e l'erba cipolla precedentemente lavata e tritata.
Aiutandovi con una forchetta grande o con una pinza da cucina e il mestolo disponete i tagliolini al salmone arrotolati sul piatto e cospargeteli con pezzettini di salmone e l'erba cipolla precedentemente lavata e tritata.
e...Buon Appetitone...
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